Fisica o
Misticismo?
Le nuove frontiere della Fisica Quantistica
di
Vincenzo Fanelli
Tratto da "Nea Agorà"
dicembre 2002/gennaio 2003 - anno VIII nn.4/02 - 1/03
Nel lontano 1803 Thomas Young eseguì un esperimento per accertare la natura della luce. Un fascio di luce solare passava attraverso un foro; davanti a questo foro vi era un pannello con due fenditure verticali che potevano essere coperte con un stoffa; infine, dietro al pannello con le due fenditure vi era un muro su quale poteva riflettersi la luce proveniente dalle aperture. Quando una delle due fenditure verticali veniva scoperta, il muro si illuminava con la luce solare in un determinato punto. In seguito, scoprì anche la seconda fenditura; sul muro vi doveva essere la somma della luce proveniente dalle due aperture. Invece, le cose andarono diversamente: sulla parete si proiettarono una serie di strisce alternate chiare e scure e la luce non appare nello stesso punto di quando era aperta solo una fenditura. Questo era dovuto ad un fenomeno di interferenza della meccanica ondulatoria. Le onde di luce passando dalle due fenditure interferiscono e in alcuni punti si rafforzano (strisce chiare) in altri si annullano (strisce scure). Questo esperimento dimostrò la luce è composta da onde.
Ma Einstein e
Plank misero in evidenza la natura corpuscolare della luce in quanto
agiva sulla materia come particella.. Ci troviamo nuovamente di
fronte al dualismo onde-particelle, qualcosa che è può
essere individuato in un punto dello spazio ma che allo stesso tempo
non lo è. La meccanica quantistica ci dice che le due verità
possono coesistere e che nessuna esclude l'altra. Se noi rifacciamo
l'esperimento considerandolo in termini di particelle (fotoni), ci
troviamo di fronte ad un altro enigma; quando è aperta una
sola fenditura, la particella viene sparata e colpisce il muro in un
determinato punto, lo stesso punto che invece sarà scuro se
apriamo anche la seconda fenditura. Le domande che sorgono sfidano la
logica:
Come fa la particella a sapere che deve colpire proprio
quel determinato che invece sarà scuro quando l'altra
fenditura sarà aperta e che ci sono due aperture? E le
informazioni come fanno a circolare così velocemente?
Il
fisico E. H. Walker esprime un'ipotesi suggestiva: i fotoni
possiedono un livello di coscienza, dato per che coscienza si intende
qualcosa che sia in grado di elaborare informazioni ed agire di
conseguenza. E nell'esperimento di Young accade proprio questo: i
fotoni sono a conoscenza del fatto che una o entrambe le fenditure
sono aperte e si regolano di conseguenza. Un'altra deduzione molto
forte è la seguente: l'universo è costituito da schemi
di energia consci.
Il dualismo onde-particelle sembrava un
incredibile "koan zen" proposto dalla natura per spingere
l'uomo ad elevarsi verso una nuova visione della realtà.
Cominciava
a prendere piede una nuova fisica (Fisica Quantistica) che,
contrariamente a quella classica, afferma l'impossibilità di
prevedere con certezza alcuni fenomeni a livello subatomico.
Albert
Einstein non era d'accordo e cercò in tutti i modi di
screditarla basandosi sul fatto che la Fisica Quantistica mostra
alcuni fenomeni il cui funzionamento non può essere spiegato
razionalmente. In altre parole non svela ciò che avviene
dietro il sipario calato del palcoscenico. Nel 1935 pubblicò
un esperimento svolto con altri ricercatori, Rosen e Podolski
(conosciuto come l'effetto "Einstein-Podolsky-Rosen"),
nella speranza di mettere in evidenza le lacune delle nuove
teorie.
Due particelle venivano lanciate in direzioni opposte. La
particella A, durante il suo tragitto incontra una carica magnetica
che ne devia la direzione verso l'alto. Cosa succede alla particella
B che segue il suo tragitto senza incontrare elementi che ne deviano
la direzione? In teoria dovrebbe continuare la sua traiettoria in
linea retta; invece, la natura rispose con un altro paradosso non
spiegabile: la particella B deviava la direzione assumendo un moto
contrario alla sua gemella. In altre parole deviava la sua direzione
verso il basso.
Se la particella
A, grazie al magnete, deviava la sua direzione verso destra, la
particella B si dirigeva verso sinistra. Quello che accade nella zona
A influenza l'area B. Questo esperimento dimostra che:
1. le
particelle sono in grado di comunicare tra di loro trasmettendo ed
elaborando informazioni.
2. la comunicazione è
istantanea.
Questo ultimo
punto fu pienamente dimostrato nel 1982 grazie a Alain Aspect, fisico
dell'Istituto di Ottica dell'Università di Parigi a Orsay
(Francia), che eseguì un esperimento simile al precedente, ma
i cambi di regolazione potevano essere fatti all'ultimo microsecondo;
questo permetteva di essere certi che le informazioni, se viaggiano
alla velocità della luce, non potessero essere scambiate tra
le particelle. Ma la natura rispose ancora una volta: le particelle
comunicavano ugualmente.
La comunicazione istantanea poteva
significare che la velocità della luce poteva essere infranta,
fatto non accettato da Einstein e da buona parte dei fisici.
L'effetto "Einstein-Podolsky-Eosen" voleva dimostrare come
le teorie della nuova fisica non erano in grado di spiegare il
funzionamento di alcuni meccanismi.
Ma l'effetto fu contrario alle
aspettative: i ricercatori, accettando il presupposto che la velocità
della luce non può essere infranta, elaborarono una teoria
secondo la quale esiste un sistema di comunicazione diverso da quello
che noi conosciamo, una comunicazione di tipo non locale. I fenomeni
quantistici dimostrano che le informazioni circolano con sistemi che
vanno al di là della nostra comprensione classica. Una logica
deduzione di quanto appena esposto è la seguente: non esiste
alcuna separatezza nell'universo. E questo apre le porte alla
spiegazione di alcuni fenomeni poco presi in considerazione della
scienza come la telepatia, fenomeno istantaneo. Il fatto più
divertente è che la fisica quantistica fornisce uno strumento
matematico per comprovare l'esistenza di fenomeni telepatici,
manifestazioni rigettate dai fisici ma con cui sono costretti a
scontrarsi.
Ma qual è la natura della realtà?
Noi siamo abituati a vedere e concepire quello che è attorno a
noi in tre dimensioni: lunghezza, altezza, larghezza e tutto si
svolge in un contesto scandito dal tempo.
La meccanica quantistica
afferma altro. Per farvi comprendere il suo funzionamento ricorrerò
ad un semplice esperimento. Supponiamo che io sia seduto ad una
scrivania e di fronte a me vi sia un interruttore collegato a due
lampadine. Quando schiaccio l'interruttore una delle due si accenderà
ma non posso sapere in anticipo quale lampadina, dato che
l'interruttore è aleatorio: vi sono il 50% delle probabilità
che si accenda la lampadina A o la B. In questo esperimento vi sono
un osservatore (io) e il sistema osservato (interruttore e lampade).
Le due possibilità sono racchiusa nella funzione d'onda, una
elaborazione matematica che ci dice quello che potrebbe accadere (e
non una certezza come nella fisica classica); la funzione d'onda
dell'esperimento in questione contiene due possibilità (si
accende la lampadina A o la B), ma quando aziono l'interruttore e si
accende, ad esempio, la lampadine B, la funzione d'onda muta in
quanto la possibilità della lampadina A cessa di esistere.
Questo fenomeno si chiama collasso della funzione d'onda: svaniscono
tutte le possibilità tranne quella che si è
concretizzata. Prima che io (osservatore) accerti che la lampadina B
è accesa, vi è una potenzialità poliedrica di
sviluppo della funzione d'onda. Quando osservo cosa accade vi è
un passaggio da tante possibilità ad una dando luogo al salto
quantico (passaggio da più probabilità ad una). Quindi,
nell'esperimento delle due lampade non vi sono tre dimensioni, ma sei
(tre per ciascuna lampadina); se le lampade sono quattro, le
dimensioni sono 12. Ma la domanda che sorge è:
quando si
verifica il passaggio da un sistema pluridimensionale ad uno
tridimensionale (compatibile con la nostra esperienza), in quale
momento collassa la funzione d'onda? Quando tutte le possibilità
svaniscono tranne una?
Secondo la
meccanica quantistica questo avviene quando l'osservatore guarda e/o
studia il sistema osservato. In altre parole, la coscienza umana ha
la capacità di determinare il salto quantico. Supponiamo di
fare l'esperimento in maniera automatica: io non entro nella stanza e
il bottone che accende le lampade scatta automaticamente dopo un
minuto. Quindi all'interno della stanza, dopo un minuto, una lampada
si sarà accesa e per accertamene devo entrare e guardare. La
meccanica quantistica afferma che prima di quel preciso momento non
esisteva nessuna lampada accesa: la mia osservazione, la mia
coscienza ha determinato un salto quantico facendo emergere una delle
due realtà.
David Bohm, professore di fisica al Birbeck
College, Università di Londra, afferma che la Fisica
Quantistica ci propone un nuovo strumento di pensiero e di
interpretazione della realtà dove non esistono parti separate
dell'universo in quanto connesse ad un livello profondo privo di
discontinuità.
Ma se tutto è collegato e non esiste
separazione, come mai sono seduto su una sedia solida e la materia mi
appare nettamente separata?
Tutto ciò che ci circonda è
energia che assume determinate forme in base alla diversa velocità
di vibrazione. È come vedere un onda nel mare: ci sembra
un'entità ben distinta ma è il mare che acquisisce
quella determinata forma.
David Bohm, ha dedotto che la realtà
non è oggettiva ma soggettiva, l'universo e la materia per
come noi la conosciamo non è altro che una grande illusione
creata dai cinque sensi, un grande e dettagliato ologramma. Cos'è
un ologramma? Si tratta di una foto a tre dimensioni.. Qual è
la differenza tra un foto normale e un ologramma, a prescindere dalle
tre dimensioni? Se fotografo una persona con una normale macchina,
taglio in due la foto e distruggo una delle due parti, la metà
restante non può permettermi di ricostruire la metà
scomparsa. In una foto olografica, invece, la metà superstite
contiene dentro di sé le informazioni per ricostruire la metà
mancante, come se al suo interno vi fosse tutta la persona. A
convalidare questo fenomeno vi è un altro fatto interessante:
in una foto normale se voglio ritoccare un'imperfezione, non incontro
nessuna difficoltà; in un ologramma sono costretto trasformare
radicalmente tutto l'oggetto in quanto in ogni parte dell'ologramma è
contenuta l'informazione del difetto che voglio correggere. Ogni
parte dell'ologramma contiene tutte le informazioni dell'intero
soggetto. Solo paragonando l'universo ad un ologramma possiamo
spiegare il legame non locale delle particelle in grado di comunicare
istantaneamente, dove la separatezza delle particelle non è
altro che pura illusione. David Bohm ci dice utilizzare un nuovo
strumento di pensiero per comprendere la realtà, metodo già
esistente. Per oltre 2000 anni alcune persone si sono impegnate per
svilupparlo grazie all'introspezione e agli studi psicologici: le
filosofie e le religioni orientali.
Sembra che quando i
ricercatori si spingono a sondare la natura ad un livello molto
profondo, si scontrano con paradossi non spiegabili da un punto di
vista razionale. La natura illusoria della realtà sembra
affermare che siamo tutti intimamente collegati; ad esempio, un
ragazzo che beve un bicchiere d'acqua in Italia è
profondamente collegato ad un altro in Cina che sonnecchia sotto un
albero. Questa affermazione non sembra poi così innovativa se
prendiamo in considerazione ciò i mistici affermano da tempo:
la realtà è un'illusione e siamo tutti connessi. Ogni
elemento sembra essere organizzato da un elemento
superiore.
Concludendo, esaminiamo cosa affermano le nuove
teorie:
1. la materia è costituita da onde di energia
2.
questi schemi di energia sono consci
3. la coscienza dell'uomo
potrebbe essere in grado di far collassare le funzioni d'onda ed
influire sulla realtà
4. nell'universo non esiste alcune
separazione ma tutto è profondamente connesso
5. la realtà
è diversa da come ci appare perché siamo limitati da
filtri percettivi e cognitivi
6. la realtà è un
illusione (dato che ne percepiamo una minima parte)
Se
prendiamo per buona la concezione olografica dell'universo, il tempo
e lo spazio diventano relativi, il passato il presente e il futuro
coesistono e ogni concetto di separazione è un artifizio
creato dall'uomo in antitesi con la vera natura della realtà.
La realtà illusoria sembra essere in attesa di un nostro
intervento per poter essere modificata. Solo pochissimi individui
riescono a farlo perché la maggioranza ha un forte vincolo
creato dalle convinzioni profonde sulla natura separata e razionale
dell'universo.
Chiunque nella sua vita, anche solo per una volta,
si è imbattuto in qualcosa che sfugge alle normali leggi della
logica. Molti hanno preferito non vederla; altri si sono svegliati ed
hanno cominciato a sviluppare capacità e potenzialità
non comuni. Il fatto interessante è che tutti possono farlo,
basta esserne convinti. Chiunque abbia imboccato questo sentiero sa
che è possibile divenire responsabili della propria vita.
Bibliografia
di riferimento (vedi le schede su Il Giardino dei Libri):
"Il
Tao della Fisica" di Fritjof Capra"
– Adelphi Edizioni S.p.A. Milano
"La
Danza dei maestri Wu Li" di
Gary Zukav - Casa Editrice Corbaccio









